La cartolina bianca - Massaggi a Milano

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La cartolina bianca

Attualità - 18/05/16 - Autore: maidee52 -
Questo articolo non è un mio articolo. ma. per essere precisi, sono mie divagazioni che nascono dopo aver letto un articolo, che riporto integralmente , pubblicato su La Stampa, quotidiano di Torino in data 17 maggio 2017


“Una mattina mi sono trovato nella cassetta delle lettere una cartolina bianca. Dovevo presentarmi in un ufficio della procura. Poi l’ora e il giorno. Motivo, non precisato». Così M.R., impiegato torinese, ha appreso, una volta di fronte a un ufficiale di polizia giudiziaria, di essere stato identificato come un frequentatore abituale di uno dei 132 centri di massaggi orientali diffusi in città. Cosa le hanno chiesto? «Cosa ci andavo a fare. Ho detto la verità. Per incontrare delle prostitute ». Solo cinesi? «No. Italiane, romene, moldave. Se non avessi detto la verità sarei stato denunciato, sono sposato. Capirai, con un processo pubblico… Sono stato identificato nel modo più semplice. Dal numero di targa della mia auto». Spaventato? «Terrorizzato. E adesso lì dentro mai più».
Altre centinaia di uomini hanno già ricevuto la cartolina bianca e altri ancora se la ritroveranno nella cassetta delle lettere. Insomma, dietro i vetri dei centri massaggi si esercita il mestiere più antico del mondo. L’indagine della procura, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Borgna è avvolta dal massimo riserbo, ma davvero la realtà è ormai il segreto di Pulcinella. Alcuni centri, che hanno tutti ambientazioni assai simili, fanno pubblicità sul web in modo esplicito, precisando il tipo di prestazioni, il costo, le qualità delle massaggiatrici. Ma il grido d’allarme più autorevole e credibile arriva, dalla commercialista torinese Francesca Casu Cavallo, che anni fa ha fondato un’associazione che assiste titolari e operatori dei centri massaggi orientali in tutta Italia. Quelli veri però. Che succede a Torino? «La totale deregulation, la mancanza di norme chiare, ha spalancato la porta all’esercizio della prostituzione. Ho abbandonato buona parte dei miei associati. Le vetrofanie, le ragazze che ricevono i clienti, tutti maschi, in minigonna e tacchi a spillo, non lasciano spazio ad equivoci. Salvo rare eccezioni, nei centri massaggi cinesi di Torino si esercita la prostituzione. Noi lavoriamo solo in Comuni dove le regole
sono chiare e selettive. Bene il lavoro della procura, sappiamo che tanti clienti si sono resi conto della situazione».
L’idea della procura è di spazzare via al più presto questa specie di neo-racket, favorito da norme confuse e inadeguate. «Infatti - conclude Francesca Casu Cavallo - troppo spesso i responsabili sono prestanome, inesistenti o irreperibili. C’è un pericoloso vuoto legislativo».”
MASSIMO NUMA


Intendiamoci, l'articolo non dice nulla di nuovo, ma lascia spazio ad alcune considerazioni:
La prima di tutte è, come spesso capita, pare purtroppo indispensabile , la drammatizzazione e la scarsa credibilità (almeno nei particolari) di quanto scrive il giornalista:
Centinaia di casi? tutti scovati uno per uno controllando i numeri di targa delle auto? e più volte, per poter essere considerati “abituali” l’autore deve essersi confuso con le inchieste sulle OTR, dove i clienti passano in auto.. figuratevi se gli investigatori hanno seguito tutti quelli che uscivano dal CM, fino all’automobile, per segnarsi in numero di targa,; e poi, a Milano, come faranno: vi identificheranno con il numero di abbonamento della metropolitana??
Poi il riserbo? il giornalista ha violato il segreto istruttorio?? 
Confessare tutto subito? e se io vado un centro thai x il massaggio? è’ vero,solo in uno vado per quello, in tutti gli altri vado per il resto, ma c’è sempre il dubbio, e il solito ricatto “poliziesco” della denuncia per favoreggiamento è sempre una spada di Damocle sul cliente, specie per i (pochi) che vanno davvero a farsi massaggiare
La Commercialista dichiara che tanti clienti si son resi conto della situazione???? ma davvero.. io pensavo addirittura tantissimi.. e per questo appunto sono .. tantissimi.
Ma  di queste indagini leggiamo tutti i giorni, su tutti i quotidiani d’Italia, quindi non mi stupisco e passo subito a fare le mie considerazioni sui centri
A Torino ( ma penso in tutte le città) sono diventati tantissimi, troppi, inutili,piccoli, squallidi (salvo rare eccezioni)  penso pure poco frequentati, nella maggioranza, ma perché aprono?
Io non credo neppure tanto per favorire la prostituzione, che già mi sembra ben diffusa in forme pure più “efficienti” e redditizie.
Io, l’ho gia affermato più volte, non frequento i CM cinesi né per i massaggi ( e di che massaggi si parla?) ne per la parte emozionale ( e di che emozioni si parla?) ma le pochissime esperienze sono state assolutamente “tristi”, e mi chiedo quanti davvero siano disposti a lasciare soldi buoni per una tale  squallore. Infatti non mi sembra ci siano le code fuori dalla porta col il  cartello “APERTO” con le lucine attorno
Siamo così lontani dalle favoleggiate case di piacere della Shanghai dei primi del novecento, dalle “lanterne Rosse” che hanno colorato i sogni di esotismi di migliaia di giovani in tutta europa, insomma il Mito non ha più spazi nelle nostre città muticulturali
Quindi il motivo delle aperture potrebbe essere un altro: riciclaggio? permessi di soggiorno? altre losche attività?
E davanti a questi sospetti, che mi paiono ragionevoli,  e le indagini si fissano su un reato che suscita così poco allarme sociale come lo sfruttamento della prostituzione ? oltretutto coinvolgendo, anche una certa “coercizione” i clienti? per un’attività svolta al chiuso, tutto il fastidio per il vicinato sono le lucine, come abbiamo già detto, non ci sono le folle di clienti che schiamazzano alla sera sul marciapiede davanti, come in tanti bar della movida
E se pure lo sfruttamento della prostituzione, in qualche caso, si può assimilare ad una forma poco velata di schiavitù, francamente questo tipo di indagine mi pare un comodo metodo per evitare di andare troppo in fondo, e  come da una frase famosa dal libro Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ” Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"
Ogni tanto un giornalista scopre l’argomento, con quella indispensabile sfumatura pruriginosa, scrive un articolo, un fremito nelle “portinaie” che leggono il giornale, un fremito pure alle natiche dei frequentatori”abituali” dei centri ( ci sarà una differenza tra occasionali o abituali, come  per i consumatori di droghe e la  modica quantità ovvero “dose per uso personale ”
Piccoli dubbi, quindi e considerazioni che non hanno certo la pretesa di dire qualcosa di nuovo sul mondo dei massaggi, ma che oggi ho voluto mettere nero su bianco
Comunque termino con un altra frase tratta dallo stesso libro, dedicata a noi tutti vecchi partecipanti di MaM

«Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.»