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Massaggi e domande

Filosofeggiamenti - 18/04/17 - Autore: Plastix -
Ogni volta che telefono a una delle nostre amiche massaggiatrici (amiche, perché tali le reputo), preso da mille dubbi, mi faccio sempre tante domande: sarà una bella esperienza? sarà capace di eseguire un massaggio? saranno sue le foto? sarà pulito lo studio?
Oggi però vorrei provare a riflettere sulle domande che una massaggiatrice si fa quando riceve una prenotazione. In fondo, noi massaggiati partiamo da una posizione di vantaggio: abbiamo già qualche informazione, forse abbiamo visto qualche foto, letto il commento di un collega. La ragazza invece di noi non conosce niente, a parte il nostro numero di telefono e il tono della nostra voce. Quando si apre quella porta che ci fa entrare in quel luogo misterioso e sospeso nel tempo che si chiama massaggio (e che non è mai davvero solo un massaggio), la ragazza ci vede per la prima volta: noi uomini, tutti diversi, uniti da una passione spinta da motivazioni diverse. Belli, brutti, alti, bassi, giovani, vecchi, biondi e bruni, calvi e coi capelli, comunque nudi.
Cara amica, a cosa pensi e che cosa vedi in noi? Emozione? Spavalderia? Desiderio di qualcosa di nuovo e proibito? Che altro?
Il massaggio è un'intimità vera e scoperta, senza finzioni, un contatto di corpi, di mani, di braccia e di gambe, di seni e di glutei, di respiri e di umori. Di sesso. A questa intimità, la ragazza è preparata, pensiamo noi. Ma lo è davvero? O anche lei, come noi, ma per ragioni opposte, è alle prese con mille domande su ciò che sta facendo e sulle sensazioni che prova. Vorrei conoscerle, care amiche massaggiatrici, per condividere con voi non soltanto un massaggio, ma un incontro tra due umanità.